Trade a mercato

"Il galleggiante è quindi sott'acqua, in queste circostanze ancora non sappiamo bene cosa si è agganciato all'amo, non sappiamo se sarà un buon pescato o se abbiamo preso una scarpa che ci trascinerà sott'acqua anche a noi, quest'incertezza a mio avviso è il rischio. Ora comunque siamo dentro al trade e non ci rimane che aspettare gli sviluppi, apriamo quindi la frizione e diamo corda (capitale investito e margine) lasciamo smuovere e agitare il pesce, aspettiamo che si stanchi per poi tirarlo a riva."

domenica 19 settembre 2021

Il prezzo di mercato è quello corretto?


Ma esiste una qualche maniera per valutare se i vari indici di mercato quotano quanto dovrebbero quotare?

C'è un modo concreto per valutare se gli indici come per esempio Nasdaq, S&P, Dow Jones, Dax, stiano sovraperformando o sottoperformando il mercato che rappresentano?

La mia ricerca parte da queste domande e da una convinzione non direttamente verificata ma concettualmente possibile, ovvero che i movimenti dell'indice siano continuamente controllati secondo regole di allineamento al valore di mercato dei sottostanti che compongono l'indice stesso.

Perché sostengo questo?

Come si faceva in Analisi Matematica nello studio dei teoremi, ragioniamo per assurdo. Supponiamo che un tal giorno le aziende più importanti del mercato americano (ad esempio Apple, Microsoft, Facebook, Google, ecc) e rappresentanti dell'indice Nasdaq in quanto le aziende a maggior capitalizzazione all'interno dell'indice stesso stiano quotando tutte in positivo poiché sono tutte acquistate a mercato. Sempre lo stesso giorno una elevatissima quantità di trader si mette a vendere a mercato l'indice futures inconsapevoli di quello che sta succedendo nel mercato azionario. In quella giornata dovremmo avere una condizione per cui le aziende definite market mover per l'indice siano positive mentre l'indice sia diametralmente opposto, ma poiché l'indice deve rappresentare l'andamento del mercato questo sarebbe assurdo.

Attenzione non sto affermando che questa divergenze di opinione non sia possibile, ovvero non sto affermando che non sia possibile vedere l'indice scendere mentre le aziende più rilevanti dell'indice salgono. Ma sto ipotizzando che almeno concettualmente risulterebbe una distorsione, o meglio un'inefficienza del mercato.

A fronte di massicce vendite a mercato una possibile soluzione all'innescarsi di un eccesso di disallineamento del mercato si avrebbe con il prezzo sostenuto da ordini buy limit che bloccano di fatto il movimento creando le note divergenze tecniche tra andamento del prezzo e andamento del Cumulative Volume Delta meglio note come fasi di assorbimento.

Ma se invece l'indice si trova nella condizione di doversi muovere rapidamente magari per recuperare un allineamento? Pensiamo a cosa succede nel mercato durante la pubblicazione di qualche dato macro rilevante, il book si azzera di proposte limit e il mercato diventa volatile. Se si vuole far salire o scendere il prezzo di 20 punti in un una manciata di secondi basta alleggerire il book quanto basta e il gioco è fatto. Ecco come si può controllare sia il blocco sia il movimento del prezzo.

Torniamo alle domande iniziali, come fare per capire almeno approssimativamente se il mercato quota il vero?

I miei studi mi hanno portato a chiedermi come viene quotato ufficialmente l'indice NQ e senza troppe difficoltà il web mi ha dato la risposta. Direttamente sul sito del Nasdaq è possibile scaricare il "Calculation Manual Equities and Commodities" ovvero il manuale illustrativo, comprensivo di formule, del metodo di calcolo dell'indice. In sostanza si tratta di calcolare un qualcosa di molto simile alla somma della capitalizzazione totale delle aziende quotate nell'indice moltiplicate per una costante. La costante altro non serve che per rendere la cifra che ne deriva più leggibile.

Mi è sempre piaciuto rendere easy quello che sembra complicato, per capire se NQ quota quanto dovrebbe quotare costruisco un mio indice di riferimento NQ* considerando solo le 8 aziende con una capitalizzazione maggiore a 500bln assumendo come ipotesi di base che queste siano il vero motore del movimento. Le formule base per ricavare il valore dell'indice sono:

prezzo azione (i-esima) * n° azioni = capitalizzazione (i-esima)

capitalizzazione (1) + capitalizzazione (2) + ... + capitalizzazione (8) = cap. totale

NQ* = costante * cap. totale

Mi manca solo la costante e per ricavarla bisogna trovare la risposta ad ulteriori domande, cosa mi interessa osservare? Come posso raggirare le semplificazioni del mio modello volutamente approssimato e compensarne l'errore intrinseco?

Sfrutto quindi una caratteristica del mercato che esiste proprio per rendere efficiente il mercato, ovvero il fatto che l'indice subisce quotidianamente degli aggiustamenti del suo valore. Questi aggiustamenti sono necessari proprio per allinearlo all'andamento del mercato che descrive.

Assumo vera l'ipotesi che alla chiusura della sessione RTH l'indice subisca un allineamento e che quindi la sua quotazione in quel momento sia rappresentativa della capitalizzazione del mercato di riferimento in quel preciso momento. Questo passaggio è fondamentale visto che mi fornisce un nuovo prezzo "ufficiale" ogni giorno, tale prezzo lo assocerò alla capitalizzazione in quel momento delle 8 aziende selezionate. Successivamente non dovrò fare altro che mettere in proporzione il momento "ufficiale" (chiusura del giorno precedente) con il momento "non ufficiale" (real time).

costante = NQ (chiusura precedente) / cap.totale (alla chiusura precedente)

Riassumendo in poche parole, dietro a tutte queste formule concettualmente c'è la semplice comparazione tra la capitalizzazione totale registrata sulla chiusura del giorno precedente con quella del momento presente ricavandone la variazione percentuale. Questa variazione sarà poi applicata al prezzo "ufficiale" della chiusure del giorno precedente. Di fatto compenso l'errore intrinseco del modello riallineando quotidianamente il prezzo ufficiale su cui applicare la variazione percentuale tra le capitalizzazioni. L'arco di analisi breve (un giorno) riduce l'errore di approssimazione del modello in maniera sufficiente.

Da tutto questo che informazioni posso ricavare?

Consideriamo il caso che il mio modello mi fornisce una variazione presente di NQ* del +0.5% e in questo stesso momento l'indice NQ sta quotando a +1.0%, molto probabilmente il futures starà sovraperformando il mercato e tenderà a rallentare.

Due esempi della fase di pre-apertura del mercato USA in cui l'indice è perfettamente allineato alla performance del mercato:





Due esempi il cui l'indice NQ è in ritardo in termini di performance del mercato, sia durante l'impulso rialzista sia durante quello ribassista:




domenica 5 settembre 2021

Cosa vuol dire fare trading?


Che significato ha fare trading?

Fare trading vuol dire scommettere? Vuol dire investire? Oppure speculare sui movimenti giornalieri?

Dopo anni di studi, di prove, di ricerca della strategia perfetta; ho ragione di credere che la vera svolta sia arrivata solo quando mi sono fermato per un attimo a riflettere su queste domande. E' solo dopo essermi fermato per un attimo a riflettere su questi concetti, solo dopo aver cercato una risposta coerente con quanto avevo riscontrato fino ad allora sui mercati che ho iniziato a capirci qualcosa.

Quindi cosa vuol dire fare trading?

Fare trading non vuol dire trovare il setup perfetto d'entrata, non vuol dire trovare la successione di candlestick che non ci fanno mai perdere, semplicemente perché non esistono. Ogni formazione setup è frutto in qualche modo del caso.

Cliccare su buy o sell, seppur in una maniera così asettica e simile ad un videogioco, in realtà comporta l'acquisto o la vendita di un prodotto. Nella vita "reale" non compriamo beni a caso e soprattutto non ci sentiamo disperati se il nostro acquisto subisce un lieve deprezzamento. Se acquistiamo un immobile per investimento non ci dichiariamo falliti se poi l'immobile si deprezza del 10% perché allora se compriamo un'azione e questa cala del 5% ci troviamo con il conto bruciato? La risposta è così sottovalutata per quanto banale, non stiamo comprando quell'azione con consapevolezza di quello che stiamo facendo.

Il trading è un'attività che prevede l'acquisto nei momenti di sconto e la vendita nei momenti di forza. Ora cercare l'entrata perfetta così da mettere a rischio un grande capitale per ottenere un gran profitto è un qualcosa di estremamente complicato, chirurgico e difficilmente ripetibile, di fatto molto più simile ad una scommessa. Che senso ha allora tentare un approccio in cui ogni volta si deve essere precisi e chirurgici? E' questo il trading? Le fluttuazioni del prezzo fanno parte del mercato e vanno gestite!

L'approccio che mi sembra più opportuno è diverso dal mirare all'entrata perfetta. Personalmente preferisco individuare delle aree di prezzo che ritengo buone per costruire un'operatività direzionale. E' come il fruttivendolo che compra tutti i giorni le sue mele, a volte a prezzi più alti a volte a prezzi più bassi, alla fine ci guadagna sempre.

La giornata di trading è una battaglia e la possibilità di entrate multiple sono i nostri eserciti, dove farli intervenire è la nostra strategia. A volte si porta a casa la vittoria a volte si pareggia, la perdita è poco contemplata, quando è necessaria si deve far l'eccezione di accettarla.

Ora in me prende senso il famoso detto Sun Tzun recitato da Gordon Gekko "Ogni battaglia è vinta prima di iniziarla".