Trade a mercato

"Il galleggiante è quindi sott'acqua, in queste circostanze ancora non sappiamo bene cosa si è agganciato all'amo, non sappiamo se sarà un buon pescato o se abbiamo preso una scarpa che ci trascinerà sott'acqua anche a noi, quest'incertezza a mio avviso è il rischio. Ora comunque siamo dentro al trade e non ci rimane che aspettare gli sviluppi, apriamo quindi la frizione e diamo corda (capitale investito e margine) lasciamo smuovere e agitare il pesce, aspettiamo che si stanchi per poi tirarlo a riva."

venerdì 10 giugno 2022

I soliti errori!

Adesso li elenco così da rileggerli ogni giorno prima di iniziare la sessione di trading!

Tanto sono sempre gli stessi errori che si ripetono a ruota ma che ogni volta sembrano nuovi. E' proprio da questo "modus repetita" che si può intuire come la loro origine sia di carattere psicologica piuttosto che tecnica, l'errore parte sempre dal lato umano del trading.

Personalmente è proprio quando riesco a concentrarmi esclusivamente sul movimento del prezzo senza ascoltare più le idee che il mio stesso subconscio mi suggerisce che ottengo buoni risultati.

Il minimo comune denominatore tra tutti gli errori è l'eccesso di confidenza con se stessi.

Tra gli errori (atteggiamenti) ricorrenti ci sono:

  1. Credere che il mercato farà un dato movimento e insistere su questa idea senza accettare che in realtà non lo sta facendo; va bene immaginare dove e come potrebbe reagire il mercato, ma non aspettarsi che poi questo lo faccia per forza, il mercato non ci ascolta ma che siamo noi a doverlo ascoltare.
  2. Non tenere in considerazione la forza dominante e non seguire il succedersi dei livelli di liquidità.
  3. Entrare a mercato fuori dal setup operativo cercando la furbata ad esempio con operazioni su time frame veloci, può anche andare bene qualche volta ma non stai seguendo il piano, è questo l'errore.
  4. Incastrarsi in un range di prezzo senza accettare di esserci incappato dentro, in questo caso l'unica soluzione efficace è giocarsela al 50-50, mettendo lo top sull'estremo del range ed attendere.

lunedì 16 maggio 2022

Non sabotarti!

Non sabotarti!

Bisogna imparare ad attendere con calma e sangue freddo, meglio una rotazione mancata che una sbagliata, almeno non si perdono soldi.

Lo scopo del trader non è quello di fare più operazioni possibili in maniera frenetica e senza un'idea ben precisa. Lo scopo principale dovrebbe essere quello di saper aspettare l'occasione evidente. Tutto il periodo dell'attesa deve essere sostenuto dalla convinzione che l'occasione arriverà da li a poco.

  1. Ogni anticipo di setup è un auto-sabotaggio!
  2. Entrare contro la forza dominante è un auto-sabotaggio!
  3. Entrare dopo un eccesso di volatilità è un auto-sabotaggio!
  4. Entrare in una fase di bilanciamento è un auto-sabotaggio!
  5. Entrare poco prima che il mercato si stia per spegnere è un auto-sabotaggio!
  6. Ogni rinegoziazione dell'operazione in corso è un auto-sabotaggio!
  7. Uscire da una posizione per paura di perdere quanto accumulato è un auto-sabotaggio!
  8. Non rimanere distaccati emotivamente è un auto-sabotaggio!
  9. Non limitarsi ad osservare la sola azione del prezzo è un auto-sabotaggio!

mercoledì 4 maggio 2022

Rimanere distaccati ed oggettivi

E' tra le cose più complicate nel far trading!

Per un trader discrezionale seguire il protocollo operativo in maniera fedele e rimanere il più possibile estraniato emotivamente dal mercato non è cosa semplice. Risulta fondamentale riuscire ad "ascoltare" il mercato e non se stessi, bisogna essere in grado di contestualizzare la mossa del mercato all'interno dello scenario intraday senza metterci del personale che spesso e volentieri porta solo ad incappare in interpretazioni soggettive non allineate al mercato.

Cosa vuol dire contestualizzare la mossa del mercato?

Le poche tracce oggettive che il mercato lascia sono: l'azione del prezzo, il volume scambiato e il bilancio tra compratori e venditori aggressivi. Tutto il reso è solo un informazione derivata da questi input iniziali.

La contestualizzazione prevede di osservare la variazione di questi tre fattori sui livelli di prezzo notevoli dalla giornata in corso o di quelle immediatamente precedenti.

Un esempio di contestualizzazione potrebbe avvenire osservando l'andamento del prezzo ad intervalli di 15 minuti attraverso il susseguirsi delle relative candele su questo trime frame. Se alla più classica trattazione delle candlestick si affianca la lettura della variazione del Cumulative Volume Delta allora l'informazione che se ne trae diventa sicuramente più completa ed interessante. Un'inversione di candela non sostenuta da un'analoga rotazione di delta non è cosa buona e spesso prelude una rotazione fake.

Un altro esempio può essere quello di una candela in grado da sola di ripercorrere quanto fatto da una serie di candele precedenti. Nella trattazione classica questo è un chiaro segnale di forza, il mercato sta mostrando un cambiamento di atteggiamento e conviene seguirlo. Attenzione però, è bene chiedersi chi o cosa abbia generato quello strappo; se il movimento non è sostenuto da una contestuale accelerazione di delta nella medesima direzione sarebbe bene attendersi un ritacciamento piuttosto che un ulteriore allungo visto che probabilmente lo strappo è stato generato da vuoti e non da forza

Ricapitolando la contestualizzazione deve avvenire seguendo solo le poche indicazioni oggettive che lascia il mercato e se queste non sono chiare allora conviene attendere. Se le indicazioni non sono chiare allora neanche il mercato sa cosa deve fare e probabilmente stiamo entrando o siamo già in una fase di indecisione.

Non farti influenzare da cosa è successo nel trade precedente!

Essere oggettivi nei confronti del mercato vuol dire anche essere lucidi e concentrati, mantenere sempre la calma e il focus sull'obbiettivo che per un trader è quello di individuare il momento d'entrata migliore, quel momento che abbia più probabilità di successo.

Probabilità e non certezza!

Questo è un mestiere che ha a che fare con la probabilità e bisogna accettarlo a monte.

Una volta presa posizione a mercato si possono solo fare tre cose: 

  1. Attendere che il prezzo raggiunga lo stop impostato; 
  2. Attendere che il prezzo raggiunga il target impostato; 
  3. Attendere un segnale contrario alla direzione presa.


martedì 19 aprile 2022

Sbilanciamo la probabilità a nostro favore!

Occorre premettere una oggettiva verità che accompagna il trading, la probabilità che il prezzo vada a nostro favore, o meglio si muova a nostro favore di una distanza al minimo uguale a quella dello stop, è sempre di circa il 50%.

Nel provare a spostare questa probabilità a mio favore vorrei focalizzarmi più in dettaglio su alcuni aspetti del "cosa cercare" (vedi articolo https://mytradingboxricerca.blogspot.com/2022/03/la-mia-strategia.html) e valutare nella maniera il più oggettiva possibile l'eventuale esistenza di un contesto più favorevole in cui entrare a mercato.

Quali possono essere quindi le condizioni che a rigore di logica dovrebbero sbilanciare la moneta dalla nostra parte?

1 - Entrare a favore della forza di fondo

Facile a dirsi e difficile da farsi, del resto si sa il mercato può cambiare corrente all'improvviso. Scegliere di appoggiarsi al trend di fondo della sessione per sfruttarne la sua forza direzionale presuppone comunque di accettare il fatto che la forza che domina l'istante presente possa venire a meno l'istante successivo; quello che è importante quindi è cercare di capire se la forza dominante riuscirà a permanere ancora durante il tempo del trade.

Una maniera logica di valutare la forza dominante è quella di valutare l'andamento generale del mercato stock sottostante, è ovvio che se le aziende più importanti che compongono l'indice sono in profondo rosso (fortemente negative per la giornata) verosimilmente l'indice dovrà seguire e quindi scendere.

Un altro aspetto che può far comprendere quale sia la spinta di fondo è la lettura della successione con cui si rinnovano i livelli di liquidità, ad esempio un continuo rinnovo di liquidità seller a scapito di quella dei buyer porta oggettivamente a far pensare che la forza dominante sia quella di vendita.

2 - Aspettare il prezzo su di un livello significativo

In una giornata di vendite, una rotazione che avviene su un precedente livello di liquidità seller potrebbe presagire una ripresa della spinta direzionale dopo una fase di ritracciamento.

Un "prezzo notevole" rappresenta sempre un buon motivo di rimbalzo, i livelli intraday più interessanti sono i nodi di volume multiday, il VWAP di giornata, l'Open RTH, il Close RTH della sessione precedente, il mid di sessione e tutte le cifre percentuali tonde (0.5, 1.0, 1.5...).

3 - Evitare le rotazioni in situazioni d'equilibrio

Si tratta di quelle situazioni in cui il prezzo è bilanciato e la probabilità del movimento è molto sbilanciata sul 50-50. Queste situazioni si creano spesso durante la sessione di trading soprattutto in giornate laterali e si caratterizzano tutte per l'assenza di una forza dominante di fondo.

Con riferimento al luogo evitare di prendere posizione all'interno di una "pancia volumetrica" e prediligere le operazioni ai margini della VA (è ai margini che si creano gli swing!).

La situazione d'equilibrio non è solo riferita alla zona, ma anche al momento. Durante la sessione si presentano situazioni simili al mare calmo, dove non ci sono operatori attivi e il mercato rimane stazionario all'interno di un range di prezzo per qualche tempo. Per l'individuazione di queste situazioni ci aiuta il cvd che risulta piatto rispetto ai precedenti movimenti. In queste fasi le rotazioni sul 15 minuti creano falsi segnali, conviene attendere la rottura decisa da una parte e l'uscita della fase di congestione prima di mettersi in posizione.

4 - Valutare il range medio di movimento

Sapere quale sia il range atteso e valutare in che punto siamo all'interno di questo potrebbe essere buona cosa per trarre conclusioni operative. Se a metà sessione ci troviamo in un contesto in cui il mercato si trova a +2.0% e sappiamo che negli ultimi cinque anni la chiusura oltre il 2.0% è avvenuta solo il 20% delle volte, potremmo facilmente trarre le nostre conclusioni sulla convenienza statistica di andare o meno al rialzo.

5 - Non entrare sugli eccessi di movimento 

Un rotazione di prezzo triggerata da una candela con un range più ampio dello standard di periodo non è una buona cosa, il rischio che si tratti di un movimento impulsivo che verrà a breve ripreso è molto alto. Inoltre è bene entrare a mercato in fasi di contrazione della volatilità per sfruttare l'eventuale successiva espansione e non il contrario.

6 - Attendere una liquidità responsive

Spesso capita di vedere il cvd che va da una parte e il mercato dall'altra, questo è un esempio di liquidità non responsive, meglio evitare di entrare in certe situazioni. In questo caso è chiaro credere che sia in atto una qualche sorta di manipolazione, piuttosto che prendere posizione conviene monitorare con attenzione la curva del cvd per cogliere quando questo torna ad essere responsive con il prezzo per poi entrare fuori dalla fase manipolatoria. 

Si tratta di poche regole ma tutte di buon senso che se rispettate possono aiutare a sbilanciare la probabilità del trade dalla nostra parte.

 

giovedì 31 marzo 2022

Swing a 15 minuti, la mia strategia!

Tutto parte da questa domanda, qual'è l'obbiettivo del trader che lavora in intraday?

La mia risposta è stata semplice, un trader che lavora in intraday dovrebbe intuire il momento in cui parte lo swing di giornata e cercare di portare a casa il target di profitto giornaliero. Così detto sembra facile ma la pratica è tanto difficile per quanto semplice sia il concetto.

Sulla base di quest'idea ho cercato di cogliere il formarsi dello swing dall'osservazione del grafico a fine giornata, ne è presto derivata una "strategia" operativa. Ovviamente come tutte e strategie questa che andrò ad esporre qui sotto sarà soggetta ad una modellazione nel tempo in base all'esperienza cumulata; questo post sarà quindi aggiornato con tutta probabilità durante la mia esperienza di trader.

1 - Cosa cercare?
    1. Time frame 15 minuti. E' un time frame ne troppo veloce ne troppo lento in grado di contenere una rotazione di prezzo significativa; è un time frame a tempo e quindi ha il vantaggio di evidenziare la "velocità di movimento" del prezzo. Offre il giusto numero di segnali durante la sessione RTH che se rispettati portano inevitabilmente a contenere il numero di operazioni e quindi di possibili perdite.
    2. La rotazione di prezzo come trigger. Si tratta di un cambio di atteggiamento nell'andamento presente del prezzo, i pattern principali si distinguono per cambio di colore della candela, candela con ombre importanti rispetto al range, candela precedente neutralizzata per oltre 3/4 da quella successiva. Tutti i pattern devono essere rafforzati dall'arrivo di attori attivi sul mercato visibili chiaramente sul cumulative volume delta dove creano pendenze accentuate, ancora meglio se si iniziano a ricoprire i livelli di liquidità opposta.
    3. Dentro la candela dei 15 minuti la rotazione deve essere validata da una figura di mercato nel time frame minore (1 minuto), qui si può stabilire il punto d'ingresso ottimale. Le figure interessanti sono: la rottura delle trend-line, la rottura delle compressioni, la rottura degli uncini; non si entra in corsa sugli eccessi di movimento, in questi casi conviene attenderne il ritracciamento. L'alternativa più cautelativa è rappresentata dall'ingresso alla rottura dei massimi/minimi della candela trigger, quindi alla conferma della forza rotativa.
    4. Il "luogo della rotazione" deve essere un livello di prezzo significativo per la sessione di trading, si predilige la rotazione che avviene dopo aver testato un livello di liquidità, un livello % tondo oppure un prezzo notevole (Open, Mid, Close, VWAP, HVN). La rotazione deve avvenire agli estremi del range in atto, è agli estremi che può nascere uno swing.
    5. L'ora della rotazione intesa come momento all'interno della sessione di trading è importante, una rotazione ad inizio seduta, a chiusura Europa o alla ripresa della sessione americana piuttosto che ad un ora dalla chiusura RTH potrebbe segnare un cambio di atteggiamento molto significativo.
2 - La gestione del trade è fondamentale!
    1. Ingresso assolutamente dopo la formazione della candela trigger, meglio non anticipare perché quello che può sembrare potrebbe non essere più vero una frazione di secondo dopo, spesso l'impulso avviene nell'ultimo minuto. L'ingresso avviene per rottura della candela trigger che equivale ad una conferma della forza che l'ha generata.
    2. Lo stop posizionato alla negazione del pattern, ad un livello che se violato porta a cambiare la visione d'insieme del movimento del prezzo.
    3. Lo stop non deve essere mosso fino al raggiungimento del target o al massimo spostato a breakeven dopo aver "guadagnato" ampio spazio che se ritracciato porta ad un'impostazione inversa del mercato rispetto alla direzione presa. Spostare lo stop vuol dire rinegoziare l'opportunità colta in precedenza e deve esserci un motivo oggettivo, spostando lo stop si altera la proporzione iniziale tra rischio e rendimento quindi dovrebbe essere ridotto anche il target.
    4. Rischio monetario costante distribuito su range sempre diversi, in questa maniera si normalizzando tutte le occasioni che si presentano a prescindere dalla volatilità del mercato.
    5. Il target minimo posto ad una volta il rischio.


domenica 19 settembre 2021

Il prezzo di mercato è quello corretto?


Ma esiste una qualche maniera per valutare se i vari indici di mercato quotano quanto dovrebbero quotare?

C'è un modo concreto per valutare se gli indici come per esempio Nasdaq, S&P, Dow Jones, Dax, stiano sovraperformando o sottoperformando il mercato che rappresentano?

La mia ricerca parte da queste domande e da una convinzione non direttamente verificata ma concettualmente possibile, ovvero che i movimenti dell'indice siano continuamente controllati secondo regole di allineamento al valore di mercato dei sottostanti che compongono l'indice stesso.

Perché sostengo questo?

Come si faceva in Analisi Matematica nello studio dei teoremi, ragioniamo per assurdo. Supponiamo che un tal giorno le aziende più importanti del mercato americano (ad esempio Apple, Microsoft, Facebook, Google, ecc) e rappresentanti dell'indice Nasdaq in quanto le aziende a maggior capitalizzazione all'interno dell'indice stesso stiano quotando tutte in positivo poiché sono tutte acquistate a mercato. Sempre lo stesso giorno una elevatissima quantità di trader si mette a vendere a mercato l'indice futures inconsapevoli di quello che sta succedendo nel mercato azionario. In quella giornata dovremmo avere una condizione per cui le aziende definite market mover per l'indice siano positive mentre l'indice sia diametralmente opposto, ma poiché l'indice deve rappresentare l'andamento del mercato questo sarebbe assurdo.

Attenzione non sto affermando che questa divergenze di opinione non sia possibile, ovvero non sto affermando che non sia possibile vedere l'indice scendere mentre le aziende più rilevanti dell'indice salgono. Ma sto ipotizzando che almeno concettualmente risulterebbe una distorsione, o meglio un'inefficienza del mercato.

A fronte di massicce vendite a mercato una possibile soluzione all'innescarsi di un eccesso di disallineamento del mercato si avrebbe con il prezzo sostenuto da ordini buy limit che bloccano di fatto il movimento creando le note divergenze tecniche tra andamento del prezzo e andamento del Cumulative Volume Delta meglio note come fasi di assorbimento.

Ma se invece l'indice si trova nella condizione di doversi muovere rapidamente magari per recuperare un allineamento? Pensiamo a cosa succede nel mercato durante la pubblicazione di qualche dato macro rilevante, il book si azzera di proposte limit e il mercato diventa volatile. Se si vuole far salire o scendere il prezzo di 20 punti in un una manciata di secondi basta alleggerire il book quanto basta e il gioco è fatto. Ecco come si può controllare sia il blocco sia il movimento del prezzo.

Torniamo alle domande iniziali, come fare per capire almeno approssimativamente se il mercato quota il vero?

I miei studi mi hanno portato a chiedermi come viene quotato ufficialmente l'indice NQ e senza troppe difficoltà il web mi ha dato la risposta. Direttamente sul sito del Nasdaq è possibile scaricare il "Calculation Manual Equities and Commodities" ovvero il manuale illustrativo, comprensivo di formule, del metodo di calcolo dell'indice. In sostanza si tratta di calcolare un qualcosa di molto simile alla somma della capitalizzazione totale delle aziende quotate nell'indice moltiplicate per una costante. La costante altro non serve che per rendere la cifra che ne deriva più leggibile.

Mi è sempre piaciuto rendere easy quello che sembra complicato, per capire se NQ quota quanto dovrebbe quotare costruisco un mio indice di riferimento NQ* considerando solo le 8 aziende con una capitalizzazione maggiore a 500bln assumendo come ipotesi di base che queste siano il vero motore del movimento. Le formule base per ricavare il valore dell'indice sono:

prezzo azione (i-esima) * n° azioni = capitalizzazione (i-esima)

capitalizzazione (1) + capitalizzazione (2) + ... + capitalizzazione (8) = cap. totale

NQ* = costante * cap. totale

Mi manca solo la costante e per ricavarla bisogna trovare la risposta ad ulteriori domande, cosa mi interessa osservare? Come posso raggirare le semplificazioni del mio modello volutamente approssimato e compensarne l'errore intrinseco?

Sfrutto quindi una caratteristica del mercato che esiste proprio per rendere efficiente il mercato, ovvero il fatto che l'indice subisce quotidianamente degli aggiustamenti del suo valore. Questi aggiustamenti sono necessari proprio per allinearlo all'andamento del mercato che descrive.

Assumo vera l'ipotesi che alla chiusura della sessione RTH l'indice subisca un allineamento e che quindi la sua quotazione in quel momento sia rappresentativa della capitalizzazione del mercato di riferimento in quel preciso momento. Questo passaggio è fondamentale visto che mi fornisce un nuovo prezzo "ufficiale" ogni giorno, tale prezzo lo assocerò alla capitalizzazione in quel momento delle 8 aziende selezionate. Successivamente non dovrò fare altro che mettere in proporzione il momento "ufficiale" (chiusura del giorno precedente) con il momento "non ufficiale" (real time).

costante = NQ (chiusura precedente) / cap.totale (alla chiusura precedente)

Riassumendo in poche parole, dietro a tutte queste formule concettualmente c'è la semplice comparazione tra la capitalizzazione totale registrata sulla chiusura del giorno precedente con quella del momento presente ricavandone la variazione percentuale. Questa variazione sarà poi applicata al prezzo "ufficiale" della chiusure del giorno precedente. Di fatto compenso l'errore intrinseco del modello riallineando quotidianamente il prezzo ufficiale su cui applicare la variazione percentuale tra le capitalizzazioni. L'arco di analisi breve (un giorno) riduce l'errore di approssimazione del modello in maniera sufficiente.

Da tutto questo che informazioni posso ricavare?

Consideriamo il caso che il mio modello mi fornisce una variazione presente di NQ* del +0.5% e in questo stesso momento l'indice NQ sta quotando a +1.0%, molto probabilmente il futures starà sovraperformando il mercato e tenderà a rallentare.

Due esempi della fase di pre-apertura del mercato USA in cui l'indice è perfettamente allineato alla performance del mercato:





Due esempi il cui l'indice NQ è in ritardo in termini di performance del mercato, sia durante l'impulso rialzista sia durante quello ribassista:




domenica 5 settembre 2021

Cosa vuol dire fare trading?


Che significato ha fare trading?

Fare trading vuol dire scommettere? Vuol dire investire? Oppure speculare sui movimenti giornalieri?

Dopo anni di studi, di prove, di ricerca della strategia perfetta; ho ragione di credere che la vera svolta sia arrivata solo quando mi sono fermato per un attimo a riflettere su queste domande. E' solo dopo essermi fermato per un attimo a riflettere su questi concetti, solo dopo aver cercato una risposta coerente con quanto avevo riscontrato fino ad allora sui mercati che ho iniziato a capirci qualcosa.

Quindi cosa vuol dire fare trading?

Fare trading non vuol dire trovare il setup perfetto d'entrata, non vuol dire trovare la successione di candlestick che non ci fanno mai perdere, semplicemente perché non esistono. Ogni formazione setup è frutto in qualche modo del caso.

Cliccare su buy o sell, seppur in una maniera così asettica e simile ad un videogioco, in realtà comporta l'acquisto o la vendita di un prodotto. Nella vita "reale" non compriamo beni a caso e soprattutto non ci sentiamo disperati se il nostro acquisto subisce un lieve deprezzamento. Se acquistiamo un immobile per investimento non ci dichiariamo falliti se poi l'immobile si deprezza del 10% perché allora se compriamo un'azione e questa cala del 5% ci troviamo con il conto bruciato? La risposta è così sottovalutata per quanto banale, non stiamo comprando quell'azione con consapevolezza di quello che stiamo facendo.

Il trading è un'attività che prevede l'acquisto nei momenti di sconto e la vendita nei momenti di forza. Ora cercare l'entrata perfetta così da mettere a rischio un grande capitale per ottenere un gran profitto è un qualcosa di estremamente complicato, chirurgico e difficilmente ripetibile, di fatto molto più simile ad una scommessa. Che senso ha allora tentare un approccio in cui ogni volta si deve essere precisi e chirurgici? E' questo il trading? Le fluttuazioni del prezzo fanno parte del mercato e vanno gestite!

L'approccio che mi sembra più opportuno è diverso dal mirare all'entrata perfetta. Personalmente preferisco individuare delle aree di prezzo che ritengo buone per costruire un'operatività direzionale. E' come il fruttivendolo che compra tutti i giorni le sue mele, a volte a prezzi più alti a volte a prezzi più bassi, alla fine ci guadagna sempre.

La giornata di trading è una battaglia e la possibilità di entrate multiple sono i nostri eserciti, dove farli intervenire è la nostra strategia. A volte si porta a casa la vittoria a volte si pareggia, la perdita è poco contemplata, quando è necessaria si deve far l'eccezione di accettarla.

Ora in me prende senso il famoso detto Sun Tzun recitato da Gordon Gekko "Ogni battaglia è vinta prima di iniziarla".